Benvenuti nella terza dimensione

Brand Content, Technical, User Experience

13 Giu, 2018

È passato molto tempo da quando il 3D cerca di farsi largo nelle nostre vite.

È apparso rapidamente davanti agli occhi dei bambini sulle loro console. I più vecchi di voi ricorderanno sicuramente con una cerca nostalgia Starfox su Super Nintendo, il buon vecchio film Tron e il tentativo fallito della Nintendo di creare un casco di realtà virtuale già negli anni ’80.

 

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Sono stati compiuti notevoli progressi e ciò ha contaminato cinema, moda, pubblicità ma anche i nostri cellulari… il 3D è OVUNQUE.

Basta dare uno sguardo ai videogiochi più recenti per accorgersene, senza contare i diversi filtri su Snapchat che gli adolescenti usano quotidianamente per cambiare la propria immagine profilo.

Risultato: il 3D non è mai stato così presente e le funzionalità e i suoi impieghi sono tantissimi.

 

I plugins 3D nei nostri browser

Originariamente riservati ai videogiochi da browser, questi pluging sono aperti alla comunicazione globale per offrire delle esperienze 3D più ampie.

Con Unity o ancora il defunto Flash e ora con WebGL (senza nessuna installazione di pluging annessi), è possibile proporre agli utenti una navigazione molto più ricca.

I brand l’hanno capito bene ed utilizzano, ad esempio, la natura immersiva del modeling 3D, configurando i propri prodotti in tempo reale.

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L’esplosione del mondo delle applicazioni

Il numero di applicazioni basate sulla realtà aumentata è cresciuta costantemente come i progressi tecnologici dei nostri device. Queste applicazioni utilizzano la potenza dello smartphone per associare l’immagine con il 3D, rendendola quasi tangibile.

Ikea ha colto subito l’occasione e con la sua applicazione Place, ha permesso di inserire i pezzi del suo catalogo in tempo reale in casa di ognuno di noi grazie alla combo 3D / Realtà Aumentata. L’iPhone X (sì, lui), fa correttamente una mappatura 3D del nostro volto. È certo che le applicazioni per i selfie entreranno presto in questa nuova dimensione.

Oggi scattarsi dei selfie con delle orecchie da gatto, catturare Pokemon in mezzo alla strada o vedere un T-Rex sono tutte situazioni diventate totalmente banali sui nostri smartphone e ciò mostra ancora una volta che il 3D è sempre più integrato nelle nostre vite.

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Il risultato finale è qualitativamente sempre più alto, confondendo ciò che è virtuale e ciò che è reale. Ciò solleva molte domande su queste immagini generate al computer così rapidamente #DeepFake.

 

I Social Network

Il mondo dei social network non è rimasto indenne a questa tendenza, diventando il nuovo playground del 3D. La moda investe in queste piattaforme proponendo contenuti più brevi e più punchy con immagini riassuntive. Di qualità o meno, in funzione dei desideri e dei budget ma sempre con il desiderio di distinguersi. Ecco come Instagram diventa il punto di riferimento della 3D “arty”.

 

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Facebook non fa eccezione e sta lanciando un nuovo tipo di post che permette di caricare un file 3D. L’utente può quindi far ruotare l’immagine, potendo guardare l’oggetto da ogni angolazione.

Lego ha già iniziato ad utilizzare questi post per presentare il suo nuovo set. Qualcosa ci dice che i prossimi ad utilizzare questa feature saranno le principali maison del Lusso, facendo immergere l’utente nei dettagli di gioielli, di profumi o di orologi.

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Dall’immagine di sintesi al reale

Tutti gli oggetti 3D di sintesi non si accontentano di vivere solo virtualmente. L’esplosione della stampa 3D ed i relativi costi contenuti, permettono di trasferire queste creazioni virtuali nella nostra vita reale. Stiamo passando dalla realtà aumentata ad un “quotidiano aumentato”.

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