Un piccolo get ready per creativi agli inizi della loro vita professionale

Brand Content, Case study, Social Media

9 Mag, 2018

Questo articolo è rivolto ai giovani creativi che stanno entrando nello spazio intergalattico del mondo professionale.

Sono passati diversi anni ormai da quando sei entrato nel mondo delle Arti Applicate, questa classe sociale di studenti che si distingue molto bene dalle altre. I tuoi amici che studiano medicina o ingegneria ti ricordano tutti i giorni che i tuoi compagni di corso sono particolari, con piercing da tutte le parti tanto che soffiarsi il naso non è più un’operazione semplice, così come risulta complesso riuscire a scendere dal tram la mattina con tavole di grandi dimensioni annesse. Ecco il cliché creativo: l’hai compreso bene, l’hai fatto tuo e ti si attacca alla pelle giorno dopo giorno.

Eh sì, ogni tanto arriva il momento di sfoderare il proprio ppt per presentare un progetto a qualcuno e sicuramente non verranno fatte domande di approfondimento per ulteriori dettagli… ecco che arriva la frustrazione.

1 Un piccolo get ready per creativi agli inizi della loro vita professionale

Lo sai, il tasso di comprensione dei tuoi studi è piuttosto basso rispetto al tempo che tu stesso hai investito.

Il diploma e dopo?

Entrare nel mondo della comunicazione, magari come freelance, e giocartela in modo super cool direttamente dal divano o in azienda, in qualche testata giornalista o in agenzia.

2 Un piccolo get ready per creativi agli inizi della loro vita professionale

Case study n°1: la libertà ad ogni costo.

Se opti per la vita da freelance, da impaziente per natura, potresti già aver incominciato durante la tua carriera da studente. Diploma in tasca, ti sei creato un piccolo bozzolo, un angolo per te o uno spazio condiviso con altre persone come te.

E questo percorso ti farà incontrare, forse, i clienti meno esperti nel campo della comunicazione. E lì dovrai tirar fuori una grande dose di pazienza e di argomenti concreti per essere in grado di convincerli delle tue scelte dimostrandone la pertinenza e l’adattabilità al soggetto in questione.

Convinti che fare un logo o creare un modello richieda solo qualche ora, a volte è difficile farsi pagare il giusto per le motivazioni più disparate “Mio nipote conosce Photoshop, sarebbe stato in grado di farlo” o “Non capisco perchè dovremmo pagare un font, sul mio computer ne ho diversi gratuiti”.

La tua libertà è messa costantemente alla prova, ad esempio il cliente ti dice che ti lascia fare, perchè lui non sa e non conosce bene la materia, e che sei tu il professionista.
Ciò che vuole (è semplice) è freschezza, qualcosa di sexy e d’impatto. E poi alla fine del progetto potresti trovarti costretto ad ingrandire il logo, mettere sottotitoli in rosso, in grassetto e sottolineato, perchè lui sa ciò che vuole!

Il freelance deve avere la mente fresca e uno spirito combattivo per affermarsi ed affermare le scelte creative e vendersi ai propri clienti, soprattuto se non si aggiorna il proprio profilo Behance da diversi mesi.

Liberi come l’aria, godi dei raggi di sole in terrazza, puoi andare a destra e a manca o stare sul letto mentre eserciti la tua professione. Anche se sei molto impegnato, non sei incollato alla sedia del tuo ufficio.

3 Un piccolo get ready per creativi agli inizi della loro vita professionale

 

Case study n°2: la comunicazione in terra straniera.

In questo caso sei un infiltrato: comunicazione creativa in un campo che non è il tuo. Tu sei l’inserzionista. I tuoi colleghi ti osservano, ti guardano ma non comprendono davvero cosa fai. A volte, pensano di aiutarti ritoccando un pò le tue creazioni. È carino da parte loro, ma tu avresti preferito prenderti del tempo per farlo tu stesso.

Hai l’etichetta dell’artista cool che conosce i software e per loro ne sai un pò di qualsiasi cosa. Inoltre a volte ti chiedono di rifargli il loro CV o addirittura di ritoccare una busta paga per ottenere un appartamento.

4 Un piccolo get ready per creativi agli inizi della loro vita professionale
Ti ammirano davvero, tu vivi un mestiere di passione.

I tuoi colleghi molto spesso si fidano di te, ma per alcuni file continueranno a farti ingrandire il logo e a farti mettere il testo in rosso, grassetto e sottolineato.

Visto come l’artista del servizio, li tocchi nel profondo quando tiri fuori parole come RVB, CMJN, codice colore esadecimale o risoluzione Dpi.

Dovrai prenderti un pò di tempo per farti ascoltare, ma presto capiranno che tu sei in grado di gestire tutto e di essere il riferimento per qualsiasi progetto di comunicazione. Approfitti delle giornate tranquille e degli orari “regolari” che non sono permessi invece se lavori come freelance e non sempre abbastanza rispettati in agenzia. Come inizio non è così male.

 

Case study n°3: the communication dream.

Hai ottenuto un posto in agenzia, scoprirai pian piano tutto il tuo team, creerai progetti, evolverai in un mondo per il quale ti sei preparato per anni, che ti conosce e soprattutto che riconosci.

Hai il tuo squad, i tuoi colleghi che hanno i tuoi stessi interessi, che sono alla ricerca di nuovi stimoli, che condividono con te ottimi spunti creativi, che ti taggano sui social. Bene, sei come un pesce che sguazza in acque limpide.

Poco a poco, rientrerai nei ranghi, apprenderai la lingua per parlare come loro. Presto ti sentiremo dire nel grande open space “Ah sarà breve, ho una piccola call per un brainstorming stamattina e oggi pomeriggio finirò ASAP la baseline per non andare oltre alla deadline. Domani riceviamo il cliente, tra l’altro ci ha condiviso tutti i feedback? In ogni caso è disruptive, lo adoro!”.

Dopo 23 modifiche richieste dal cliente, dovrai ancora ingrandire leggermente il logo e mettere il testo in rosso, in grassetto e sottolineato.

La sera sarai l’hipster del mondo dei pro, sarai cool, potrai raccontare aneddoti che faranno sognare le new entry. È vero che giocare alla Play in pausa pranzo non è per tutti. A volte finirai un pò tardi, sentirai un pò di pressione sulle spalle, ma questo è il gioco.

5 Un piccolo get ready per creativi agli inizi della loro vita professionale

 

Essere bambini agli occhi degli altri?

Non sono solo questi tre i modi di essere creativi, è un mestiere che si muove e si trasforma ogni giorno. Se ami ciò che fai, ci sono mille modi di essere creativi. Il suo know-how ti differenzierà dalla concorrenza, aggiorna il tuo portfolio, segui tutorial, impara da solo e con altri creativi, fai ricerca, sii curioso… molto curioso, sempre curioso. Ma non dimenticarti mai che, agli occhi degli altri, sarai sempre il ragazzo che fa i disegni in riunione!

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