Quale sarà il futuro dei brand nel 2019?

Social Media, User Experience

5 Nov, 2018

L’edizione 2018 di Trend Obs “America: I am what I do” posiziona il 2019 sotto il segno del positivismo e del desiderio di credere in un mondo più bello.

Facciamo un punto: quale sarà l’impatto per i brand e come potranno posizionarsi?

 

Il desiderio di un mondo più bello

Lo studio rivela il desiderio di lavorare per un mondo più bello e sottolinea il passaggio da considerazioni ambientali a questioni sociali. I consumatori chiedono significato e autenticità, il che significa che i brand devono essere parte di questo processo, ognuno a modo proprio, e partecipare a dibattiti sociali.

3 francesi su 5 ritengono che le aziende hanno oggi un ruolo più importante dei governi nel creare un futuro migliore*.
In primo luogo è essenziale che i brand facciano chiarezza internamente, definendo il proprio progetto prima di cavalcare quest’onda. Gli impegni sociali devono essere allineati con:

– l’attività, come Kinder che è coinvolto nel mondo dell’infanzia
– il processo di produzione e le azioni del brand
– le varie parti interessate – consumatori, dipendenti, fornitori e influencer. Fleury Michon e la campagna “Venez vérifier” (Vieni e verifica) sono un buon esempio.

Fleury Michon Venez vérifier Quale sarà il futuro dei brand nel 2019?

“L’impegno messo nel brand engagement non sarà più sufficiente nel medio e lungo termine. Se tutti i brand si impegnassero a migliorare la società, dovrebbero affermare sempre più la loro singolarità. In questo caso creare maggior valore legato al prodotto sarà il vero must: design, qualità dei materiali, autenticità… ma anche un’offerta capillare a prezzi accessibili”, afferma Thibaut Nguyen, direttore di Trends and Foresight di Ipsos.

Tutte le aziende riscontreranno difficoltà nell’avere tutti gli indicatori in linea, determinando un ulteriore aumento del social washing. Per i brand è urgente considerare la CSR come un vero motore di crescita e non come un argomento di marketing.

Il ritorno del “sogno americano”

Il secondo punto chiave dello studio rafforza la promessa del sogno americano: il diritto di essere diversi, la libertà di fare affari e un mondo dove ognuno ha delle opportunità. Una tendenza guidata dal progresso tecnologico che “dà spazio alle professioni di domani, alle possibilità di progresso sociale e sembra essere un motore di crescita”, sottolinea Thibaut Nguyen.
Ciò significa che i brand devono mettere l’individuo al centro ed inventare nuovi modi di fare le cose. Ci sono molte possibilità per farlo:

#1 Re-incanto del quotidiano, un ruolo notevolmente facilitato dallo sviluppo di nuove tecnologie. I consumatori favoriscono prodotti e servizi che gli apportano un effettivo valore percepito. La ricerca della spiritualità diventa essenziale per il proprio livello di felicità e benessere. In questo senso, le Thermes d’Allevard si sono dimostrate all’avanguardia sviluppando nel 2012 un’applicazione per combattere il male del XXI secolo: lo stress. Attraverso esercizi di respirazione, Respirelax aiuta gli utenti a ritrovare quotidianamente calma e serenità.

#2 Essere open-mind e sostenere la diversità, come Airbnb e la sua campagna #WeAccept (2017) o più recentemente H&M che, per celebrare il mese ufficiale dell’orgoglio arcobaleno, ha lanciato una capsule collection per sostenere la comunità LGBT (lesbica, gay, bisessuale e transgender).

#3 Sostenere i progetti imprenditoriali, come ha fatto Contrex, che ha collaborato con l’incubatore femminile Paris Pionnières e la piattaforma di crowdfunding Ulule per sostenere e aiutare le donne a lanciare le proprie idee!

Essere “buoni vincitori”

Molti di noi, lavorando nel mondo delle agenzie, avranno avuto a che fare con brand di consumo di massa ed allo stesso tempo desiderare di vivere la propria vita in modo selvaggio, in mezzo alla natura, allevando caprette e coltivando il proprio orto…

caprette Quale sarà il futuro dei brand nel 2019?

La terza e ultima tendenza emergente indica questa contraddizione dei nostri giorni. “È una forma di angelismo realistico”, osserva Thibaut Nguyen. “Il voler costruire ponti tra il mondo reale e il proprio mondo ideale”. Aspirare ad avere successo materiale pur essendo impegnati in una causa umanitaria, questo è il  “buon vincitore”.

In un mondo polarizzato in cui siamo costantemente messi di fronte ad una scelta, lo studio rivela che non tutto è bianco o nero, ma che ci sono diverse sfumature di grigio.

Dal punto di vista commerciale, questo significa far brillare il proprio brand, migliorando la composizione e la tracciabilità dei prodotti a rischio di essere superati… Inizialmente questo approccio è stato avviato con il BIO, ma ad oggi la trasparenza non è più facoltativa per i brand e questo vale in tutti i settori. Il successo dell’applicazione Yuka non fa che confermare questa tendenza.

I consumatori sono diventati attori, si parla quindi di consum-attori. Non comprano più ciecamente e si fidano dei brand responsabili. Un buon esempio? Oh My Cream, concept store che offre prodotti di bellezza con composizioni impeccabili.

 


 

Fonti:
Stratégies
Ipsos
L’ADN
UP Magazine

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