La trasformazione digitale della fotografia

Brand Content, Social Media

4 Ott, 2018

Non ci sono dubbi. Alla domanda “Qual è il lavoro dei tuoi sogni?”, la fotografia torna ad essere tra le professioni top 5.

È vero che la fotografia è una bella professione – permette di guardare il mondo in modo particolare, di fissare un momento, di sublimare ciò che l’occhio umano vede di solito senza guardarlo veramente. Il mondo, il nostro mondo, il proprio mondo… un’infinità di soggetti da trattare in un’infinità di modi, tutti così diversi, con diverse angolature, tecniche, materiali, sensibilità e, soprattutto, prospettiva personale…. tutto questo legato alla creatività dell’autore e alla comprensione del suo pubblico.

Quindi sì, inevitabilmente con questo sogno e con una gamma di macchine fotografiche sempre più potenti e sempre più accessibili, tutti possono avvicinarsi a questa ambizione… da qui al pensarsi come fotografi professionisti è un attimo.

Cosa vi fa credere che produrre belle foto sia semplice?

È vero, tutti lo fanno e tutti possono farlo: la prova l’abbiamo quotidianamente confrontandoci con le immagini degli altri.

In qualsiasi momento è possibile vedere pubblicità con immagini prese da stock (per lo più realizzate da fotografi professionisti…) o produzioni realizzate ad hoc inserite su siti web, blog, ecc con prodotti messi più o meno in evidenza e che possono trasformare il vostro passaggio in una vera “esperienza”…

Infine, quelle dei nostri “amici” sui social network. A volte si tratta di scatti mozzafiato delle loro vacanze, dei loro bambini, dei loro animali domestici, delle loro piante…

DISKO fotografia digital 1 La trasformazione digitale della fotografia

Il problema di questa “abbondanza fotografica” che ci circonda è che non sappiamo molto degli scatti in sé…

Sono stati ritoccati? (Sì, per la maggior parte…) Quali filtri sono stati utilizzati? Si tratta davvero di una foto scattata con uno smartphone? (Cogliamo l’occasione per ricordarvi il bad-buzz sulla presunta qualità delle foto scattate da uno smartphone – Huawei – quando in realtà sono state realizzate con una Reflex e certamente da un professionista).

Come fare per ottenere foto di così alta qualità su Instagram? È molto semplice: non sono state scattate nemmeno con uno smartphone… Parliamo anche dei filtri? Nessuno scatto senza più pelle super liscia e perfetta (più nessun difetto). Per non parlare di colori, luci, correzioni e aggiunte.

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Possiamo quindi continuare a parlare di arte della fotografia?

La scelta della fotocamera che farà la differenza

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Prima (molto tempo fa), non c’erano cinquanta possibilità di scattare foto. Era necessario capirne qualcosa in fatto di tecnica per poter approcciare certi tipi di macchine fotografiche: le “Reflex” che non avevano le amate modalità automatiche (c’erano invece “programmi” che favorivano la velocità e la luce, in ogni caso legate alla tecnica), o le macchine fotografiche compatte, dove la sola cosa da fare era premere un pulsante (anche se la qualità delle foto era molto relativa). Fortunatamente tutto è cambiato, molto.

La tecnologia ha dato a ciascuno di noi la possibilità di produrre immagini belle, con contrasti, equilibrate, nitide e di qualità mai raggiunta prima d’ora per i non professionisti.

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La guerra a colpi di pixel non è ancora terminata e continua a sorprenderci, facendoci dubitare sulla nostra scelta finale…

La chance del momento è una volgarizzazione delle specifiche tecniche, l’accesso a informazioni diverse, tutorial e opinioni da parte di “professionisti”. Un supporto nella scelta senza precedenti (siti di e-commerce comparatori, recensioni di test, “YouTube”, ecc) verso il prodotto che risponde maggiormente alle nostre esigenze. Le prove sono fatte spesso da professionisti che hanno avuto la fortuna di ricevere in anteprima macchine fotografiche dai diversi brand. La loro imparzialità può essere relativa… Tutto è lì per informare il futuro fotografo, amatoriale o professionista, sulla scelta della macchina che risponde meglio alle sue esigenze. Una volta acquistato l’articolo, vorrete sicuramente saperne di più. Andremo quindi alla ricerca di contenuti più educativi e ludici del solito manuale trovato nella confezione, permettendoci di domare la nuova “bestia”.

Successivamente cercheremo di progredire per comprendere le “regole” per il setting di una “buona” foto, con tutta la soggettività di cui abbiamo parlato poco fa: la parte “artistica della cosa”.

In questa fase si ha generalmente la sensazione di avere abbastanza elementi per diventare un buon fotografo. La maggior parte delle persone ragionevoli rimarrà qui perché, alla fine, le foto scattate con il nuovo giocattolo sono molto meglio di qualsiasi altra cosa che abbiamo mai fatto prima! E anche se le nostre foto sono scattate in modalità automatica, se sono belle e ben fatte, siamo già fotografi affermati e questa è la cosa principale!

Comprendere la fotografia e la tecnica… o no?

Questa è la difficoltà del passo successivo. Un corso, una scelta (opzionale) e un impegno per realizzarla.

Scattiamo bellissime foto ma senza essere consapevoli e convinti di saper spiegare i setting utilizzati per rendere quello scatto così bello. Ed ecco che ci catapultiamo in una gara tecnica.

L’occhio umano è complesso: come riprodurre perfettamente dettagli sottili come polvere, aloni, raggi di luce? Questo passo nella comprensione della tecnica può aiutarci a realizzare questa tipologia di scatti, cosa non possibile con modalità automatiche (scatti notturni o con poca luce, sfocato, lunghi tempi di pausa, forti contrasti, sport, bambini, animali, macrofotografia, astrofotografia, ecc.) e da quel momento in poi, il piacere della fotografia non sarà più solo nella condivisione con i nostri cari, ma anche nell’insegnamento o nello scambio con altri appassionati.

Tecnologia o Social Network: chi dei due ha ucciso la fotografia?

Ed eccoci attrezzati, efficienti ma allo stesso tempo di fronte ad un dilemma… Come far vivere le nostre foto? Come condividerle? Come differenziarsi da tutti gli altri?

Ci sono molti siti e applicazioni per condividere e per diffondere le proprie foto: FlickR, 500px, Instagram, Facebook….. per non parlare dei blog creati facilmente con Wix, Google Photo, ecc. Al di là della scelta tecnologica di sharing, sarà necessario prima di tutto porsi questa domanda:

Vogliamo o abbiamo davvero bisogno di condividere le nostre foto?

Se la risposta è no, lasciamo perdere i social network e divertiamoci nel scattarle per noi.
Se è sì, a quale scopo? Chi vogliamo raggiungere? La famiglia che non è vicina, i nostri amici? Le banche immagini? Il grande pubblico (con il rischio di farci rubare gli scatti)?

Ogni giorno sempre la stessa foto, è anche questo che uccide la fotografia

Sì, era meglio prima… Perché prima c’erano meno immagini condivise, e quindi meno rischiano di essere influenzati e di riprodurre i soliti cliché. Oggi per lo stesso prodotto p luogo si possono trovare 10 foto simili, che certamente rendono tutto noioso.

Chi non ha visto almeno 100 foto di Santorini la scorsa estate? Un luogo magnifico di cui non c’è quasi nulla da scoprire perché è stato “sporcato” da ogni tipo di foto.

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Come la famosa roccia norvegese (Trolltunga) dove la gente si mette in fila per scattare foto per poter dire di essere stati lì.

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Fare la fila per scattare la stessa foto… ecco a cosa ci siamo ridotti. 

Ecco una lezione importante: non è sempre bene condividere tutto con tutti rischiando di annegare nella massa. Chiediamoci: è già stato fatto? Allo stesso modo? Un buon fotografo, come molti artisti, è autocritico e preferisce offrire una prospettiva diversa.

Concludendo, qualunque sia il modo, la tecnica, l’attrezzatura, ciò che ci renderà un buon fotografo sarà il nostro occhio, il nostro talento, la nostra capacità di credere in noi stessi ma anche, a volte, la nostra maturità e autocensura. Non c’è bisogno di voler condividere a tutti i costi le proprie foto, non c’è bisogno di fare ciò che è già stato fatto. Sorprendici, sorprendi te stesso, osa essere diverso, cerca il momento, il tuo!

La macchina fotografica non fa tutto ed eccone la prova: ci sono mostre fotografiche scattate solo con gli smartphone, ciò significa che tutto è possibile!

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