Più è bello, meglio è

Brand Content, User Experience

12 Lug, 2018

Quasi un mese fa, Kanye West e Kid Cudi hanno rivelato la copertina creata per il loro album Kids See Ghosts. Il visual in questione circola su Internet, genera reazioni sui social network e l’artista è noto: ancora una volta il talento di Takashi Murakami.

Takashi Murakami Più è bello, meglio è

In quel momento, ci siamo detti “è bello vedere quando arte e comunicazione si trovano fianco a fianco”. Ovviamente, questo sembra semplice in aree a priori “creative” come la musica, dove sono molte le cover firmate da grandi nomi. Ma così come l’arte non è sempre un business che gira quando si tratta di vendere prodotti “creativi”, ha anche un’importanza in termini di comunicazione in altri settori.
Perché non diamo un’occhiata al fenomeno?

Artisti e pubblicità: una storia antica?

Chi ama la comunicazione nel senso visivo della parola, è consapevole che molti artisti di fama hanno giocato al gioco della pubblicità con la creazione di diversi Art Work.

Toulouse-Lautrec, Edward Hopper, Andy Warhol, Dali sono solo alcuni degli esempi che hanno portato il loro talento in mostre, riviste e grandi magazzini.

edward hopper Più è bello, meglio è
(Edward Hopper)

Naturalmente non ripercorreremo tutta la storia del graphic design, specifichiamo però ai neofiti che gli inizi di questa disciplina hanno richiesto un maggior talento rispetto ad oggi. Nessuna classe di grafica vettoriale, nessun software per impostare gli artwork, nessun “Pinterest” della situazione per creare moodboard. Solo pittura, regole, mani e testa.

Ovviamente, più forte è la creazione, più la pubblicità ha successo. Pensiamo ai grandi nomi come Cassandre, Saul Bass, David Carson….. Quando vediamo le loro creazioni, è difficile affermare categoricamente che non avrebbero posto in un museo.

cassandre Più è bello, meglio è
(Cassandre)

Una relazione che dura

A chi pensa “sì, ma oggi con i computer, l’arte e la grafica è diversa, si mescola meno”, risponderemo “fly down”.

Hai mai sentito parlare di Ben? O Shepard Fairey? Più conosciuti nel campo dell’arte di strada, questi due personaggi sono esempi moderni dell’incontro tra arte e pubblicità.

shepard fairey Più è bello, meglio è
(Shepard Fairey)

Il vantaggio dei nostri tempi: il boom dell’esperienza utente grazie all’avvento di Internet. Facciamo un esempio molto semplice….. Durante la nostra collaborazione con Pierre Hermé Paris, abbiamo immaginato un sito attraverso il quale viene raccontata una storia: A Story of the Kingdoms of the Moon and of the Sun. L’esperienza è stata illustrata dall’artista Nicolas Buffe, creando un racconto morbido e poetico che offre più di un messaggio.

Perché funziona

Immaginate due poster di film. Il primo, una composizione elaborata a partire da diversi elementi fotografici, che ricorda i numerosi manifesti utilizzati per promuovere le grandi produzioni. Il secondo, più concettuale, più plastico: non è una vetrina ma racconta qualcosa.

Krasnopolski Più è bello, meglio è
(poster a destra di Michal Krasnopolski)

Quale attira di più la vostra attenzione? Se poteste scegliere quello da vedere ogni mattina alla fermata dell’autobus quale scegliereste?

La chiave di tutto questo è che l’essenza dell’Arte è l’emozione. Per Arte intendiamo una pratica che non solo produce un risultato estetico (cioè non solo l’illustrazione), ma cerca anche un modo per provocare una sensazione e dire qualcosa. Quando Tyrsa collabora con Nike per creare diverse pubblicità, gioca sui supporti utilizzati e dà l’impressione che siano stati vandalizzati. Quella pubblicità diventa un’opera d’arte nel senso che la parola “provoque” qui ha un doppio significato. Nike è il brand di chi osa pensare fuori dagli schemi.

tyrsa Più è bello, meglio è
(Tyrsa)

Il visual che genera emozione acquista potere, ma il visual che riesce a sedurre, far sentire….. e far riflettere non ha eguali.

E oggi?

Stanno cominciando ad apparire studi che dimostrano che più un visual è creativo, più avrà impatto su uno specifico target.

Altre teorie sostengono che l’interesse per un brand aumenta con il livello di creatività osservabile nel suo contenuto.

Naturalmente un prodotto guadagnerà in immagine se associato ad un nome conosciuto, per il semplice motivo che il nome stesso è famoso. Pensate ai tempi in cui ci si fermava davanti a un oggetto con una bella confezione, a quei poster incorniciati in casa vostra, a quei luoghi in cui si passeggiava per il puro piacere visivo… e dietro i quali si nascondono artisti meno famosi ma di un certo talento.

Le Chocolat des Français Più è bello, meglio è
Le Chocolat des Français ha il suo packaging illustrato da artisti come Jean André, ZEP, Arthur de Pins….. le illustrazioni decorano il packaging ma illustrano anche che il territorio francese e posizionano il brand. 

Cosa fare con tutto questo? Per cominciare, tenete presente che l’uomo, anche se è bombardato da immagini per tutto il giorno, è affamato di bellezza ed affamato di significato.
In un mondo pieno di banche immagini e pittogrammi, l’uomo è in grado di percepire la differenza e lasciarsi trasportare dall’Arte, quando gli viene presentata.
A volte è bene dedicare un po’ più di tempo ad un visual, o rivolgersi ad un artista che sappia dare un senso ad un progetto per ottenere impatto e portare un reale valore aggiunto….. se un’immagine vale mille parole, oggi l’arte vale mille immagini.

 


Fonti:
https://www.dezeen.com/2018/06/06/kanye-west-takashi-murakami-kids-see-ghosts/
https://arc.hhs.se/download.aspx?mediumid=1029
https://www.theatlantic.com/business/archive/2011/10/thinking-vs-feeling-the-psychology-of-advertising/247466/
https://www.moreaboutadvertising.com/2011/01/art-advertising/

 

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