L’arte del futuro: mostre, creazioni e nuove tecnologie

Brand Content, User Experience

18 Ott, 2017

Sappiamo di averlo detto spesso in questo blog, ma le nuove tecnologie sono ovunque. Realtà aumentata, ologrammi, interattività, tattilità… Oggi tutto ciò è condensato per risparmiare tempo, per rendere la nostra esperienza più fluida o semplicemente per sorprenderci.

Molti settori sono in piena rivoluzione: dalla medicina alla cucina, dalla moda al commercio. Nel mezzo di questa agitazione, si potrebbe pensare che l’Arte (con la A maiuscola) venga trascurata. Tuttavia, approfondendo un po’ la questione, ci si sorprende a vedere come, grazie ai progressi, essa ne abbia guadagnato in accessibilità.

Quando i computer sostituiscono il “tocco” umano

È possibile continuare il lavoro dei grandi maestri tramite alcuni software. I musei olandesi hanno collaborato con Microsoft, Delft University e ING Bank per creare software in grado di analizzare i ritratti di Rembrandt e creare una nuova opera, rispettando lo stile dell’artista. Il risultato è sconvolgente,  si potrebbe quasi pensare che la tecnologia renda il genio immortale: adorate Dali ma non conoscete tutti i suoi dipinti a memoria? Nessun problema. Vorreste nuove canzoni dei Nirvana? Presto, forse!

Visto che siamo in tema di musica, conoscete Hatsune Miku? È una cantante giapponese che gira il mondo in concerto e che si distingue per essere… 100% digitale. Per la sua voce usa come base quella di una doppiatrice e cantante, poi modificata con l’ausilio di diversi software. Vere celebrità come lei sollevano – proprio come il film Simone di Andrew Niccol (film da vedere se vi interessano le questioni dell’identità e dell’arte attraverso le nuove tecnologie) – molte domande.

miku Larte del futuro: mostre, creazioni e nuove tecnologie

Facile immaginare, in un futuro più o meno prossimo, un mondo pieno di artisti e creazioni virtuali. E se Lady Gaga fosse un software?

Se tutto ciò vi turba un po’, concentratevi sull’associazione uomo-macchina. Dando uno sguardo, ad esempio, alla digital painting, è facile notare come la tecnologia sia diventata un’estensione dell’uomo. Più nello specifico, possiamo ricordare l’esperienza Hennessy Voice Art immaginata da DISKO: un’innovazione creativa ma anche tecnologica che consente all’utente di registrare la propria voce per estrarne una rappresentazione grafica unica che illustra la sua personalità e, infine, il cocktail Hennessy a cui è associata la sua voce. In pratica, parola fatta Arte!

 

L’arte a portata di schermo

Per chi non sopporta la coda davanti ai musei, la ressa o semplicemente per chi ha detto: “La mostra dura ancora altri 2 mesi, ho un sacco di tempo per andare,” e infine l’ha persa:

Ottime notizie: tutti questi fenomeni potrebbero essere presto solo un ricordo!

Adottando la tecnologia del famoso Pokemon GO, Snapchat ha deciso di approcciarsi ai Millennials sfruttando la realtà aumentata per rendere l’arte accessibile a tutti e attirare il loro interesse. Passeggiando sugli Champs de Mars, con geolocalizzazione attiva e Snapchat aperta, si potrà vedere attraverso lo smartphone, un balloon dog* uguale all’opera di Jeff Koons, appoggiato sul prato. In diverse capitali in tutto il mondo si possono ammirare altre opere dell’artista, quanto basta per rendere l’arte più accessibile per coloro che non amano aspettare o anche per quelli che non hanno la possibilità di andare al museo.

State iniziando a prenderci gusto con l’arte virtuale? Bene, perchè non è finita. Se vi siete incuriositi, andate alla Royal Academy of Arts di Londra e immergetevi nella mostra Virtually Real. Indossate un casco HTC Vive e sarete in grado di camminare al centro di un universo in 3D totalmente virtuale, realizzato da artisti del digitale.

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Oppure, e se non avete tempo per andare a Londra, godetevi questo video di Rooms, una piccola applicazione che ha permesso a Lorenz Aschoff e Dario Penic di vincere un concorso di sviluppo lanciato da EyeEm. Avrete come la sensazione di camminare in una galleria.

 

L’arte accessibile a tutti, anche a chi non ama troppo stare in mezzo alla gente, è un grande progresso. E vogliamo parlare del fatto che sarà possibile visitare le gallerie d’arte dall’altra parte del mondo senza spostarsi dalla propria città? Esporre l’arte e renderla fruibile e accessibile a tutti non è mai stato così semplice.

 

E gli strumenti in tutto questo?

Si perchè osservare e ascoltare è bello, ma ciò vi ha permesso di creare tutto questo.

Quindi cominciamo con una tecnologia ben nota: i caschi per la realtà virtuale. Per esempio, l’Oculus Rift e HTC Vive hanno sviluppato programmi che consentono di scolpire e dipingere in 3D. Il casco sulla testa, i manipoli nelle mani, tutto è a portata di mano: le texture, i colori, le luci… Stiamo assistendo all’apparizione di un nuovo tipo di sculture e know-how: non c’è bisogno di essere dei saldatori per creare un’opera metallica volante, basta un Oculus e si comincia!

Abbiamo già visto quanto sia facile oggi essere degli artisti, ma i nuovi strumenti creativi lo rendono divertente e danno un’altra dimensione alle opere. In Art Attack, l’artista George Peaslee ha usato la realtà virtuale per riprodurre la Notte Stellata di Van Gogh. Immaginatela animata sulle vostre tende preferite…

Sentite di avere di più l’anima dello scrittore e vi sciogliete davanti una vecchia Moleskine? Provate lo Smart Writing Set del brand. Scrivete a matita su carta e le vostre parole verranno istantaneamente acquisite dal device.

Se non sapete dove iniziare, potete provare Google Blocks, lanciato di recente, che consente, grazie alla realtà virtuale, di disegnare in tre dimensioni e di creare tutto un universo in stile poly** (e soprattutto di animarlo).

Se non sentite di avere del talento artistico o semplicemente non vi interessa possedere questi gadget del futuro, Google ha pensato anche a voi: provate Autodraw, analizzerà il vostro scarabocchio, farà una ricerca nella sua banca dati e troverà la forma più simile, avrete l’impressione che tutti possano disegnare!

Nuovi strumenti, nuove interfacce: tutto è a disposizione per far entrare l’arte nella vostra vita con la massima facilità. A volte inquietanti, a volte magiche, queste soluzioni moderne sollevano alcune questioni filosofiche.

Le nuove tecnologie ci renderanno tutti artisti? Ovviamente non basterà uno scalpello per fare di noi degli scultori, però ci si può provare!

 

*balloon dog: nome dato a una delle opere più famose di Jeff Koons che rappresenta un cane balloon gigantesco.

** Low Poly: questo stile è la base della scultura 3D. Si tratta di dare volume ad una superficie usando dei poligoni che diano l’impressione che l’oggetto abbia diverse sfaccettature.

 


 

Fonti:

https://www.royalacademy.org.uk/exhibition/project-virtually-real 

https://www.thephoblographer.com/2016/01/26/rooms-a-new-virtual-reality-gallery-browsing-app/io 

https://www.europe1.fr/culture/video-lartiste-jeff-koons-sassocie-a-snapchat-pour-un-projet-de-realite-augmentee-3454040 

https://www.creativebloq.com/advice/6-best-digital-art-tools-of-2017-so-far 

 

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